La lipofuscinosi ceroide neuronale, più conosciuta con la sigla NCL, è un gruppo di malattie neurodegenerative ereditarie rare ma estremamente gravi. Nel cane provoca un progressivo accumulo di materiale di scarto all’interno delle cellule nervose, con danni a cervello, cervelletto e retina.
Nel Pastore Australiano è stata identificata una forma specifica, chiamata NCL6, associata a una mutazione del gene CLN6. È una malattia rarissima, ma proprio per questo rischia di essere poco conosciuta. I primi segnali possono essere confusi con problemi comportamentali, ansia, aggressività improvvisa, epilessia o disturbi della vista, mentre in realtà indicano l’inizio di una degenerazione neurologica progressiva.
Da ricordare subito: la NCL6 non è una malattia acquisita e non è contagiosa. È una patologia genetica autosomica recessiva: un cane si ammala solo se eredita due copie mutate del gene, una dal padre e una dalla madre. Per questo il test genetico è particolarmente importante nei soggetti destinati alla riproduzione.
Perché parlarne negli Aussie
Nel Pastore Australiano la NCL6 è considerata una malattia molto rara, ma la sua gravità impone comunque attenzione. Un singolo accoppiamento tra due portatori sani può produrre cuccioli affetti, destinati a sviluppare una patologia neurologica progressiva, fatale e attualmente priva di cura.
Il problema principale è che l’esordio non sempre appare immediatamente “neurologico”. Un giovane Aussie che diventa improvvisamente più ansioso, pauroso, aggressivo, disorientato o meno capace di eseguire comandi già acquisiti può essere interpretato come un cane con problemi educativi o comportamentali. In alcuni casi, invece, questi segnali possono rappresentare l’inizio di una malattia degenerativa del sistema nervoso.
Questo non significa che ogni cambiamento comportamentale in un cane giovane debba far pensare alla NCL. Significa però che, quando ai cambiamenti del comportamento si associano perdita della vista, atassia, crisi epilettiche o peggioramento rapido delle funzioni cognitive, la diagnosi differenziale dovrebbe includere anche le malattie neurodegenerative ereditarie.
Che cos’è la lipofuscinosi ceroide neuronale
Le NCL sono malattie da accumulo lisosomiale. I lisosomi possono essere immaginati come piccoli sistemi di smaltimento presenti dentro le cellule: degradano materiale di scarto, proteine danneggiate e componenti cellulari non più utili. Quando questo processo non funziona correttamente, alcune sostanze si accumulano e diventano tossiche per la cellula.
Nelle NCL, il materiale che si deposita nei neuroni prende il nome di ceroid lipofuscina. È un pigmento autofluorescente, cioè visibile con tecniche specifiche perché emette fluorescenza. Il suo accumulo è particolarmente dannoso nei tessuti nervosi, dove le cellule hanno una capacità limitata di rigenerarsi.
Con il tempo, il processo porta a una progressiva perdita di neuroni funzionali. Le aree più colpite sono cervello, cervelletto e retina, motivo per cui i cani affetti sviluppano una combinazione di sintomi neurologici, alterazioni del comportamento, disturbi motori, crisi epilettiche e perdita della vista.
In parole semplici: nella NCL il cervello e la retina non riescono più a eliminare correttamente alcuni materiali di scarto. Questi materiali si accumulano nei neuroni, li danneggiano progressivamente e causano una degenerazione neurologica sempre più evidente.
La NCL6 dell’Australian Shepherd
Nel Pastore Australiano è stata descritta una forma specifica di NCL legata al gene CLN6. I primi casi documentati riguardavano tre Pastori Australiani fratelli di cucciolata che presentavano un quadro compatibile con lipofuscinosi ceroide neuronale: perdita progressiva della vista, atassia, crisi epilettiche, cambiamenti comportamentali e morte in giovane età.
Gli esami istologici di cervello e retina mostravano gli accumuli autofluorescenti caratteristici della malattia. Successivamente, nello stesso ceppo è stata identificata una mutazione missenso del gene CLN6, indicata come c.829T>C. Questa variante è oggi associata alla forma nota come NCL6 dell’Australian Shepherd.
I dati genetici principali sono:
- gene coinvolto: CLN6;
- mutazione descritta nell’Aussie: c.829T>C;
- forma clinica: NCL6;
- localizzazione: cromosoma 30 del cane;
- trasmissione: autosomica recessiva;
- conseguenza pratica: un cane deve ereditare due copie mutate per sviluppare la malattia.
La trasmissione autosomica recessiva è un punto essenziale. Un cane portatore sano, con una sola copia mutata, non sviluppa la NCL6. Tuttavia può trasmettere la mutazione alla prole. Se viene accoppiato con un altro portatore, ogni cucciolo avrà una probabilità del 25% di essere affetto, del 50% di essere portatore sano e del 25% di essere geneticamente libero per quella specifica mutazione.
NCL e altre mutazioni correlate
Nel cane sono state descritte diverse forme di NCL, causate da mutazioni in geni differenti. Non tutte riguardano il Pastore Australiano e non tutte sono intercettate dallo stesso test genetico. Tra i geni coinvolti in varie razze o in singoli casi sono stati descritti, ad esempio, CLN5, CLN8, TPP1 e altri ancora.
In un meticcio con ascendenza Australian Shepherd è stata identificata anche una mutazione in CLN8 responsabile di una forma giovanile di NCL. Questo dato è interessante dal punto di vista scientifico, ma non va confuso con la forma classicamente associata al Pastore Australiano puro, per la quale il riferimento principale resta la NCL6 legata alla mutazione CLN6 c.829T>C.
Nota genetica: quando si parla di “test per la NCL nell’Aussie” è importante verificare quale mutazione venga realmente analizzata. Nel Pastore Australiano la forma storicamente associata alla razza è la NCL6 da mutazione CLN6 c.829T>C, ma le NCL canine nel loro insieme comprendono più geni e più varianti.
Cosa succede nel cervello
La proteina CLN6 è una proteina di membrana localizzata nell’endoplasma reticolare e coinvolta nel corretto instradamento di alcuni enzimi verso i lisosomi. Quando la proteina è difettosa, il sistema di smaltimento cellulare non funziona in modo adeguato.
Il risultato è una catena di eventi progressiva:
- alcuni enzimi non vengono indirizzati correttamente verso i lisosomi;
- il lisosoma perde parte della sua capacità di degradare il materiale di scarto;
- nei neuroni si accumulano granuli di ceroid lipofuscina;
- le cellule nervose diventano progressivamente meno funzionali;
- nel tempo, i neuroni danneggiati muoiono.
Le conseguenze cliniche dipendono dalle aree colpite. Quando è coinvolta la retina, il cane perde progressivamente la vista. Quando sono coinvolti cervelletto e vie motorie, compaiono atassia, incoordinazione, inciampi e difficoltà nei movimenti. Quando il danno interessa la corteccia cerebrale, possono comparire crisi epilettiche, alterazioni cognitive, disorientamento e cambiamenti marcati del comportamento.
Per questo la NCL6 viene talvolta descritta, in modo informale, come una forma di “demenza giovanile” genetica. Il termine non va inteso come diagnosi autonoma, ma aiuta a spiegare il quadro: un cane ancora giovane perde progressivamente capacità cognitive, orientamento, controllo motorio e risposta coerente all’ambiente.
Come si manifesta la NCL6 nel Pastore Australiano
Nella letteratura relativa agli Aussie con NCL6, l’esordio dei sintomi viene generalmente collocato tra gli 8 e i 18 mesi, spesso intorno a un anno e mezzo di età. La progressione può essere rapida e conduce, nella maggior parte dei casi descritti, alla morte o all’eutanasia entro pochi mesi o pochi anni dalla comparsa dei primi segni.
Il quadro non è sempre identico in tutti i soggetti, ma alcune manifestazioni ricorrono con particolare frequenza: alterazioni del comportamento, perdita progressiva della vista, atassia, crisi epilettiche e deterioramento cognitivo.
I primi campanelli d’allarme
I primi segnali possono essere sfumati e facilmente attribuiti ad altro. In un cane giovane, soprattutto se apparentemente sano fino a quel momento, ansia improvvisa, paure nuove o aggressività inspiegabile possono essere interpretate come problemi educativi, stress ambientale o difficoltà relazionali.
Tra i primi campanelli d’allarme descritti o compatibili con la NCL6 ci sono:
- aumento improvviso dell’ansia o della paura;
- reazioni di panico sproporzionate rispetto al contesto;
- episodi di aggressività non spiegabili con la storia precedente del cane;
- disorientamento in ambienti conosciuti;
- difficoltà a eseguire comandi già acquisiti;
- riduzione della capacità di apprendere o di rispondere in modo coerente;
- comportamenti ripetitivi o apparentemente privi di scopo.
Questi segni, presi singolarmente, non permettono di diagnosticare una NCL. Diventano però molto più significativi quando compaiono in un cane giovane e si associano a disturbi della vista, incoordinazione motoria o crisi epilettiche.
Perdita della vista
La retina è una delle strutture più colpite nelle NCL. Il cane può iniziare a muoversi con maggiore cautela, urtare oggetti, esitare davanti alle scale, non riconoscere bene gli ostacoli o apparire insicuro in ambienti poco illuminati.
La perdita della vista può essere progressiva e, nelle fasi iniziali, non sempre evidente al proprietario. Molti cani compensano bene finché l’ambiente resta familiare. Il sospetto aumenta quando il cane mostra difficoltà in luoghi nuovi, con cambi di luce, scale, ostacoli o superfici irregolari.
Atassia e disturbi del movimento
Con la progressione della malattia possono comparire segni motori. L’atassia si manifesta con movimenti scoordinati, instabilità, inciampi, difficoltà a salire o scendere scale, esitazione nel saltare o nel compiere movimenti che prima erano normali.
Il cane può sembrare goffo, meno preciso, meno sicuro sulle zampe. In un Pastore Australiano, razza normalmente agile e coordinata, questo cambiamento può essere particolarmente evidente.
Crisi epilettiche e deterioramento cognitivo
Le crisi epilettiche possono comparire con l’avanzare del danno cerebrale e diventare più frequenti o difficili da controllare. Accanto alle crisi, possono emergere segni di deterioramento cognitivo: il cane si perde in casa, non riconosce persone familiari, resta immobile a fissare il vuoto, vaga senza meta o cammina in cerchio.
In questa fase la qualità di vita può peggiorare rapidamente, non solo per i sintomi neurologici in sé, ma anche per l’ansia, la paura, la perdita di autonomia e il rischio di incidenti dovuti alla cecità e alla disorganizzazione motoria.
Attenzione alla combinazione dei segni: comportamento alterato, perdita della vista, atassia e crisi epilettiche in un cane giovane non dovrebbero essere valutati separatamente. Quando compaiono insieme, indicano un quadro neurologico complesso che richiede approfondimenti specialistici.
Quando sospettare la NCL6
La NCL6 dovrebbe entrare tra le ipotesi diagnostiche quando un Pastore Australiano giovane presenta un quadro progressivo e multisistemico, soprattutto se non ci sono traumi, intossicazioni, infezioni o altre cause evidenti capaci di spiegare i sintomi.
Il sospetto è più forte quando il cane presenta:
- età inferiore ai 2-3 anni;
- cambiamenti comportamentali rapidi o progressivi;
- perdita della vista o segni compatibili con degenerazione retinica;
- atassia, incoordinazione o peggioramento delle capacità motorie;
- crisi epilettiche;
- deterioramento cognitivo non compatibile con l’età;
- eventuale storia familiare di casi simili, epilessia atipica, cecità giovanile o morte precoce.
La diagnosi differenziale è ampia. Prima di concludere per una NCL, il veterinario deve considerare e, quando necessario, escludere altre cause neurologiche, metaboliche, infettive, tossiche, infiammatorie o traumatiche. Proprio per questo il percorso diagnostico richiede competenze neurologiche e, spesso, anche una valutazione oftalmologica.
Diagnosi: come si conferma
La diagnosi di NCL si basa sull’unione di sospetto clinico, visita neurologica, valutazione oftalmologica, esami strumentali e test genetico. In passato, la conferma definitiva era spesso post-mortem, attraverso l’esame istologico dei tessuti nervosi e la dimostrazione degli accumuli lisosomiali autofluorescenti. Oggi, per la forma NCL6 dell’Aussie, il test DNA ha un ruolo decisivo nei cani vivi.
Visita neurologica e oftalmologica
La visita neurologica permette di valutare coordinazione, riflessi, postura, equilibrio, stato mentale, crisi epilettiche e segni di compromissione del sistema nervoso centrale. La visita oftalmologica, invece, è importante per documentare la perdita funzionale della retina e distinguere la cecità da altre patologie oculari non neurologiche.
In un cane giovane con segni progressivi, queste due valutazioni aiutano a capire se il problema riguarda un singolo distretto o se siamo di fronte a una malattia neurodegenerativa più diffusa.
Esami strumentali
Gli esami strumentali possono supportare il sospetto, anche se non sempre sono da soli sufficienti per una diagnosi definitiva. Tra quelli più utili rientrano:
- risonanza magnetica: può evidenziare atrofia cerebrale o cerebellare, compatibile con un processo degenerativo;
- elettroretinogramma: documenta la perdita di funzione della retina;
- analisi del liquor: può essere normale o mostrare alterazioni aspecifiche, ma è utile per escludere altre malattie neurologiche;
- esami ematologici e biochimici: aiutano a escludere cause metaboliche, tossiche o sistemiche.
La diagnosi istopatologica, con evidenza diretta dei depositi lisosomiali autofluorescenti in cervello e retina, resta la conferma classica della NCL, ma per definizione richiede tessuti ottenuti post-mortem o procedure non sempre praticabili nel cane vivo.
Il ruolo del test genetico
Per la NCL6 del Pastore Australiano, lo strumento più utile nei cani vivi è il test DNA per la mutazione CLN6 c.829T>C. Il test può essere eseguito su tampone buccale o sangue, a seconda del laboratorio, e consente di distinguere tre situazioni genetiche.
- N/N: cane geneticamente normale per quella specifica mutazione, non portatore.
- N/NCL6: portatore sano, con una sola copia mutata; non sviluppa la malattia, ma può trasmettere la variante.
- NCL6/NCL6: cane geneticamente affetto, con due copie mutate, destinato a sviluppare la malattia.
Nella pratica clinica, l’associazione tra un quadro neurologico compatibile e un genotipo NCL6/NCL6 è considerata fortemente indicativa per la diagnosi di NCL6, evitando il ricorso a biopsie invasive. Nei riproduttori, invece, il test serve soprattutto a prevenire accoppiamenti a rischio.
Nota pratica: un test genetico va sempre letto per la mutazione che analizza. Un cane risultato libero per CLN6 c.829T>C non è portatore della NCL6 classica dell’Aussie, ma questo non equivale a dire che sia “geneticamente libero” da ogni possibile malattia neurologica o da ogni forma di NCL descritta in altre razze o in altri geni.
Perché si parla di “demenza” genetica
Il termine “demenza” viene usato talvolta in modo descrittivo per spiegare la perdita progressiva di funzioni cognitive. Non si tratta della demenza senile del cane anziano, ma di un deterioramento precoce legato alla morte dei neuroni corticali e alla degenerazione del sistema nervoso.
Nel cane affetto possono comparire:
- mancato riconoscimento di persone o luoghi familiari;
- disorientamento in casa o in ambienti conosciuti;
- movimenti ripetitivi, circling o vagabondaggio senza scopo;
- momenti di immobilità, con sguardo fisso o assenza di risposta agli stimoli;
- alternanza tra agitazione, panico e apatia;
- perdita di abilità precedentemente acquisite.
Nel contesto della NCL6, questi segni non dipendono dall’età avanzata né da una cattiva educazione. Sono l’espressione clinica di una neurodegenerazione progressiva che colpisce cani giovani, spesso nel pieno della loro vita.
Terapia e prognosi
Al momento non esiste una terapia curativa per la NCL6 canina. Sono oggetto di ricerca strategie innovative, comprese terapie geniche e approcci sperimentali, ma non rappresentano una possibilità terapeutica clinica ordinaria per il cane affetto nella pratica quotidiana.
La gestione è quindi palliativa e ha l’obiettivo di ridurre la sofferenza, controllare per quanto possibile i sintomi e mantenere una qualità di vita accettabile il più a lungo possibile.
La gestione può includere:
- farmaci antiepilettici per il controllo delle crisi;
- farmaci o strategie per ridurre ansia, panico e agitazione;
- modifiche dell’ambiente domestico per proteggere un cane ipovedente o cieco;
- riduzione degli ostacoli, uso di routine prevedibili e prevenzione delle cadute;
- supporto al movimento e adattamento delle attività quotidiane;
- controlli neurologici periodici per valutare l’evoluzione della malattia;
- valutazione costante della qualità di vita.
La prognosi resta purtroppo grave. La malattia è progressiva e fatale. Nella maggior parte dei casi descritti, i cani vengono sottoposti a eutanasia per grave compromissione della qualità di vita entro uno o due anni dall’esordio dei sintomi, talvolta anche prima se crisi, cecità, disorientamento e perdita di autonomia diventano ingestibili.
Nota importante: la NCL6 non è una forma di epilessia semplice e non può essere gestita come un problema comportamentale. Quando un cane giovane presenta crisi epilettiche associate a perdita della vista, atassia e deterioramento cognitivo, è necessario un percorso diagnostico neurologico.
Implicazioni per l’allevamento
Dal punto di vista dell’allevamento, la NCL6 ha una caratteristica importante: pur essendo una malattia devastante, la forma associata alla mutazione CLN6 c.829T>C può essere gestita attraverso il test genetico. Questo permette di evitare la nascita di cuccioli affetti senza dover necessariamente escludere in modo indiscriminato tutti i portatori sani.
Il punto chiave è evitare l’accoppiamento tra due portatori. Un portatore sano non è malato, non svilupperà la NCL6 e può vivere una vita normale. Il problema nasce solo se viene accoppiato con un altro portatore della stessa mutazione.
Perché testare una malattia rara
La rarità di una malattia non la rende irrilevante quando esiste un test semplice per prevenirne la forma clinica nei cuccioli. Un singolo accoppiamento a rischio può produrre soggetti destinati a una patologia neurologica gravissima, con conseguenze pesanti per il cane, per la famiglia e per l’allevatore.
Il test DNA offre tre vantaggi principali:
- evita accoppiamenti a rischio, impedendo combinazioni portatore × portatore;
- permette una selezione equilibrata, perché un portatore può essere usato responsabilmente con un soggetto N/N;
- aumenta la trasparenza sanitaria, documentando la situazione genetica delle linee e dei riproduttori.
Una selezione razionale non dovrebbe trasformare ogni portatore in un soggetto da escludere automaticamente. Eliminare in modo drastico tutti i portatori da una popolazione può ridurre inutilmente la diversità genetica, soprattutto quando la mutazione è gestibile con accoppiamenti programmati. L’obiettivo corretto non è “cancellare” intere linee, ma evitare la nascita di cani affetti.
Strategia prudente per i riproduttori
Una gestione equilibrata della NCL6 può prevedere:
- test genetico dei soggetti destinati alla riproduzione;
- esclusione assoluta degli accoppiamenti portatore × portatore;
- eventuale uso di portatori sani solo con soggetti N/N;
- test della prole destinata a sua volta alla riproduzione;
- registrazione e comunicazione trasparente dei risultati;
- attenzione alle linee in cui siano comparsi casi di cecità giovanile, epilessia atipica, deterioramento neurologico precoce o diagnosi confermate di NCL.
Questa impostazione consente di proteggere i cuccioli senza impoverire inutilmente il patrimonio genetico della razza. È lo stesso principio applicato a molte malattie monogeniche recessive: conoscere, testare, accoppiare con criterio.
Cosa deve sapere il proprietario
Per il proprietario di un Pastore Australiano, la NCL6 non deve diventare una fonte di allarme quotidiano. La malattia è rara e la maggior parte degli Aussie non svilupperà mai un quadro di questo tipo. Tuttavia, conoscere l’esistenza della patologia aiuta a non banalizzare alcune combinazioni di sintomi, soprattutto nei cani giovani.
Se il cane è portatore sano
Un cane N/NCL6, cioè portatore di una sola copia mutata, non sviluppa la malattia. Può vivere normalmente, fare attività sportiva, lavorare, condurre una vita piena e non richiede terapie o limitazioni legate alla NCL6.
L’unica implicazione riguarda la riproduzione. Un portatore non dovrebbe essere accoppiato con un altro portatore della stessa mutazione. Se il cane non viene usato in riproduzione, lo stato di portatore ha un significato pratico molto limitato per la sua vita quotidiana.
Se il cane è affetto
Un cane NCL6/NCL6 ha due copie mutate e svilupperà la malattia. In questo caso è importante farsi seguire da un veterinario neurologo, impostare una gestione palliativa, monitorare le crisi epilettiche, proteggere il cane dalla perdita della vista e valutare nel tempo la qualità di vita.
È una diagnosi molto difficile da affrontare anche sul piano emotivo, perché riguarda cani giovani e spesso arriva dopo un periodo di incertezza, esami, cambiamenti comportamentali e sintomi progressivi. Il supporto alla famiglia è parte integrante della gestione, perché le decisioni finali possono essere dolorose e richiedono lucidità, accompagnamento veterinario e attenzione reale al benessere del cane.
Se in famiglia o nella linea c’è stato un caso sospetto
Quando in una linea compaiono casi di NCL confermata, epilessia giovanile atipica, cecità precoce, deterioramento neurologico rapido o morte in giovane età con sintomi compatibili, è opportuno parlarne con l’allevatore e con un veterinario esperto di genetica. Potrebbe essere indicato testare genitori, fratelli, collaterali e soggetti destinati alla riproduzione.
Segnalare i casi confermati o fortemente sospetti agli enti che raccolgono dati sanitari di razza è importante. Le malattie rare diventano più comprensibili solo quando le informazioni vengono condivise in modo corretto, documentato e non allarmistico.
Domande frequenti
La NCL6 è contagiosa?
No. La NCL6 è una malattia genetica ereditaria autosomica recessiva. Non è infettiva, non si trasmette per contatto e non dipende dalla convivenza con altri cani.
Tutti gli Aussie devono essere testati per NCL6?
Non esiste un obbligo generale per tutti i cani da compagnia. Il test è però fortemente consigliato per i soggetti destinati alla riproduzione, soprattutto quando non è nota la situazione genetica della linea o quando sono presenti casi sospetti di epilessia atipica, cecità giovanile, deterioramento cognitivo precoce o malattie neurologiche progressive.
Un cane portatore sano può ammalarsi?
No. Un cane N/NCL6 possiede una sola copia mutata e non sviluppa la NCL6. Il suo significato clinico riguarda la riproduzione, perché può trasmettere la mutazione ai figli.
Un cane portatore può fare sport o lavorare?
Sì. Il portatore sano può vivere normalmente, fare sport, lavorare e svolgere le attività compatibili con la sua salute generale. La mutazione in singola copia non causa la malattia.
Due portatori possono essere accoppiati?
No. Un accoppiamento portatore × portatore è a rischio perché può produrre cuccioli affetti. Per una malattia grave, progressiva e fatale come la NCL6, questo tipo di accoppiamento dovrebbe essere evitato.
Un cane geneticamente libero per NCL6 è libero da ogni malattia neurologica?
No. Un risultato N/N per CLN6 c.829T>C indica che il cane non è portatore della mutazione NCL6 classicamente associata all’Australian Shepherd. Non esclude altre malattie neurologiche, altre forme di epilessia, altre mutazioni rare o condizioni acquisite.
Perché la NCL del cane interessa anche la medicina umana?
Le NCL canine condividono molte caratteristiche con le forme umane: geni coinvolti, accumulo lisosomiale, degenerazione della retina e del sistema nervoso, andamento progressivo. Per questo alcune razze canine con NCL sono considerate modelli spontanei utili allo studio di terapie innovative, comprese le terapie geniche.
Prendi e porta con te: la NCL6 dell’Australian Shepherd è rara, ma gravissima. Non va confusa con una semplice epilessia, con un problema educativo o con un disturbo comportamentale isolato. In un cane giovane, la combinazione di cambiamenti del comportamento, perdita della vista, atassia e crisi epilettiche richiede un approfondimento neurologico. Per l’allevamento, il test genetico consente di prevenire la nascita di cuccioli affetti attraverso accoppiamenti responsabili.
Fonti scientifiche e riferimenti
- Studi originali sulla lipofuscinosi ceroide neuronale nel Pastore Australiano e identificazione della mutazione CLN6 c.829T>C associata alla NCL6.
- Letteratura veterinaria sulle neuronal ceroid lipofuscinoses canine come malattie neurodegenerative ereditarie da accumulo lisosomiale.
- Riferimenti di genetica veterinaria sulla trasmissione autosomica recessiva e sull’interpretazione dei risultati N/N, N/NCL6 e NCL6/NCL6.
- Schede informative e database dei laboratori che offrono il test genetico per la NCL6 dell’Australian Shepherd.