Veterinario oculista che esamina con un oftalmoscopio gli occhi di un Pastore Australiano seduto sul tavolo visita, con a lato un piccolo schema stilizzato dell’occhio che indica retina, cristallino e nervo ottico.
Controlli periodici degli occhi nell’Aussie: test genetici e visita oculistica ECVO sono il cuore della prevenzione delle malattie oculari ereditarie.

Malattie oculari ereditarie nel Pastore Australiano

Quando si parla di occhi nel Pastore Australiano, dire semplicemente “fai i test” o “controlla gli occhi” non basta. Dietro queste formule ci sono patologie molto diverse tra loro, con modalità di trasmissione, tempi di comparsa e strumenti diagnostici differenti.

Alcune malattie oculari sono congenite e possono essere rilevate già nel cucciolo. Altre sono degenerative e compaiono più tardi, quando il cane da piccolo sembrava perfettamente normale. Alcune hanno test genetici disponibili, altre richiedono controlli oculistici periodici. Per questo, una gestione responsabile della salute oculare nell’Australian Shepherd non può basarsi su un solo esame, fatto una volta per tutte.

Da ricordare subito: il test genetico e la visita oculistica specialistica non sono la stessa cosa. Il test DNA dice se il cane porta una specifica mutazione; la visita ECVO valuta lo stato reale dell’occhio in quel momento. Per l’Aussie servono entrambi, perché nessuno dei due strumenti, da solo, copre tutte le possibili malattie oculari ereditarie.

Perché non basta dire “test agli occhi”

Nel linguaggio comune si tende a mettere tutto nello stesso contenitore: controlli agli occhi, test genetici, certificati, visite specialistiche. In realtà sono strumenti diversi e rispondono a domande diverse.

Un test genetico può dirci se un cane possiede una mutazione nota associata a una malattia ereditaria, per esempio CEA, PRA-prcd o cataratta ereditaria HSF4. Non ci dice però se l’occhio, oggi, presenta una cataratta non legata a quella mutazione, un coloboma, un problema retinico non testato o un’altra anomalia visibile all’esame clinico.

La visita oculistica specialistica, invece, permette di osservare direttamente le strutture dell’occhio: cornea, cristallino, retina, nervo ottico, iride e altri distretti. È indispensabile per intercettare patologie per le quali non esiste un test genetico, oppure malattie che compaiono nel tempo. Tuttavia resta una fotografia del momento: un cane sano alla visita di oggi può sviluppare una patologia più avanti.

Per questo, quando si sceglie un cucciolo o si valuta un riproduttore, la domanda corretta non è “sono stati fatti i test agli occhi?”, ma:

  • quali test genetici sono stati eseguiti;
  • per quali mutazioni specifiche;
  • su quali cani e con quali referti;
  • quando è stata fatta l’ultima visita oculistica ECVO;
  • se i cuccioli sono stati visitati nel periodo utile per rilevare CEA e colobomi;
  • come l’allevatore gestisce portatori, soggetti a rischio e linee con precedenti oculari.

Test genetici: che cosa dicono e che cosa non dicono

I test genetici sono esami del DNA che cercano mutazioni specifiche. Nel Pastore Australiano vengono utilizzati soprattutto per alcune malattie oculari ereditarie note, come Collie Eye Anomaly, PRA-prcd e cataratta ereditaria associata al gene HSF4.

Il test si esegue una sola volta nella vita, perché il DNA del cane non cambia. Il campione può essere ottenuto con tampone buccale o prelievo di sangue, e viene analizzato da un laboratorio di genetica veterinaria.

In base al tipo di malattia e al laboratorio, il referto può indicare il cane come:

  • clear / normal: non porta la mutazione testata;
  • carrier / portatore: porta una copia della mutazione, nelle malattie recessive di solito non sviluppa la forma clinica ma può trasmetterla;
  • affected / affetto o geneticamente a rischio: possiede il profilo genetico associato allo sviluppo della malattia, anche se gravità, età di comparsa e penetranza possono variare in base alla patologia.

I vantaggi dei test genetici sono importanti: sono oggettivi, si fanno una volta sola e permettono di pianificare gli accoppiamenti evitando combinazioni a rischio, come due portatori della stessa malattia recessiva. Il limite è altrettanto importante: ogni test riguarda quella specifica mutazione, non tutte le malattie oculari possibili.

Nota pratica: un cane “clear” per HSF4 non è automaticamente protetto da ogni forma di cataratta. Un cane “clear” per PRA-prcd non è automaticamente protetto da ogni possibile malattia retinica. Il risultato va sempre letto per la mutazione specifica analizzata.

Visita oculistica ECVO: perché resta indispensabile

La visita ECVO è una visita oculistica specialistica eseguita da un veterinario oculista secondo uno schema standardizzato. ECVO significa European College of Veterinary Ophthalmologists, ed è il riferimento europeo per la valutazione delle malattie oculari ereditarie nel cane.

Durante la visita, il cane viene esaminato con strumenti specifici, come lampada a fessura, oftalmoscopio, eventuale tonometro e, quando indicato, gonioscopia. Spesso viene effettuata anche la dilatazione pupillare, così da osservare meglio cristallino, fondo oculare e retina.

Il certificato ECVO riporta:

  • dati del cane;
  • numero di microchip;
  • dati del proprietario;
  • data della visita;
  • elenco delle patologie oculari ereditarie note o sospette;
  • eventuali anomalie riscontrate;
  • indicazione sull’idoneità o meno del soggetto alla riproduzione dal punto di vista oculare.

Il grande vantaggio della visita ECVO è che valuta l’occhio reale, non solo il DNA. Può intercettare cataratte non legate al test HSF4, colobomi, alterazioni retiniche, anomalie del nervo ottico, segni di glaucoma o altre condizioni non coperte dai test genetici disponibili.

Il limite è che la visita vale per il momento in cui viene eseguita. Alcune patologie degenerative possono comparire più tardi. Per questo, nei riproduttori, il controllo oculistico non dovrebbe essere un evento isolato, ma un monitoraggio periodico lungo la carriera riproduttiva.

In parole semplici: il test genetico guarda il rischio scritto nel DNA per una mutazione precisa. La visita ECVO guarda l’occhio del cane in quel momento. Sono due informazioni diverse e complementari.

Collie Eye Anomaly: che cos’è

La Collie Eye Anomaly, spesso abbreviata in CEA, è una sindrome congenita che interessa soprattutto razze da pastore di tipo Collie, ma può comparire anche nel Pastore Australiano. È presente dalla nascita e coinvolge lo sviluppo di alcune strutture dell’occhio, in particolare coroide, retina e nervo ottico.

La CEA non ha sempre la stessa gravità. Alcuni cani presentano alterazioni lievi che non compromettono la vista, mentre altri possono avere difetti più importanti, fino a distacco di retina, emorragie o deficit visivi significativi.

Le alterazioni più tipiche comprendono:

  • ipoplasia coroideale: sviluppo incompleto di una parte della coroide, lo strato vascolare dell’occhio;
  • coloboma della papilla o del nervo ottico: difetto di sviluppo simile a una fenditura o depressione nei tessuti oculari;
  • distacco di retina: possibile nei casi più gravi;
  • emorragie intraoculari: possibili nelle forme più severe.

Il fatto che una malattia sia congenita non significa che sia sempre evidente a qualsiasi età. Nel caso della CEA, il momento della visita è particolarmente importante.

Perché conta la visita tra 6 e 8 settimane

Alcune lesioni della CEA, come l’ipoplasia coroideale, sono più facili da osservare nel cucciolo giovane, in particolare tra la sesta e l’ottava settimana di vita. In questa fase, la pigmentazione del fondo oculare non è ancora completamente sviluppata e alcune aree anomale risultano più visibili.

Con la crescita, la pigmentazione può mascherare parte delle alterazioni. È il motivo per cui si parla di soggetti “masked affected”: cani geneticamente o realmente affetti da CEA, ma apparentemente normali a una visita eseguita più tardi, perché alcune lesioni sono diventate meno evidenti.

Per questo, nelle razze e nei ceppi a rischio, le linee guida raccomandano la visita oculistica dei cuccioli nel periodo utile, idealmente tra 6 e 8 settimane, con cuccioli già identificati tramite microchip.

Attenzione al tempismo: per CEA e colobomi, una visita fatta solo in età adulta può non raccontare tutta la storia. Nei ceppi a rischio, la visita dei cuccioli nel periodo 6-8 settimane è particolarmente importante.

Il test genetico per CEA

Per la Collie Eye Anomaly esiste un test genetico associato a una mutazione nel gene NHEJ1. Il risultato può classificare il cane come libero, portatore o geneticamente affetto, secondo la logica delle malattie autosomiche recessive.

Il test è molto utile per la selezione, perché permette di evitare accoppiamenti tra due portatori o tra soggetti che potrebbero produrre cuccioli affetti. Tuttavia non sostituisce la visita oculistica, perché non descrive la gravità delle lesioni e non individua eventuali anomalie oculari non legate a quella specifica mutazione.

Colobomi: quando sono isolati e quando fanno parte della CEA

Il coloboma è un difetto di sviluppo di una parte dell’occhio. Può interessare diverse strutture, ma nel contesto delle malattie oculari ereditarie delle razze da pastore è particolarmente importante il coloboma della papilla o del nervo ottico.

Può comparire come parte del complesso CEA oppure come reperto isolato. L’impatto sulla vista dipende da dimensione, localizzazione e presenza di altre anomalie associate. Un piccolo coloboma può avere conseguenze limitate, mentre un difetto esteso o associato a distacco di retina può compromettere seriamente la funzione visiva.

Il coloboma è congenito, quindi presente fin dallo sviluppo embrionale, ma viene riconosciuto solo quando si esegue una visita oculistica specialistica. Anche per questo motivo, nei cuccioli di linee a rischio, il controllo precoce ha un valore particolare.

PRA-prcd: atrofia progressiva della retina

La Progressive Retinal Atrophy, o PRA, è un gruppo di malattie degenerative della retina. Nel Pastore Australiano una delle forme di riferimento è la PRA-prcd, cioè progressive rod-cone degeneration.

A differenza della CEA, la PRA-prcd non è una malattia visibile alla nascita. I cani affetti nascono con una retina apparentemente normale e, nelle prime fasi della vita, vedono bene. La degenerazione compare più tardi e progredisce nel tempo.

L’evoluzione tipica segue questo andamento:

  • inizialmente degenerano i bastoncelli, responsabili soprattutto della visione in condizioni di scarsa luce;
  • il primo segno osservabile può essere la difficoltà a vedere al buio o in penombra;
  • successivamente vengono coinvolti anche i coni, importanti per la visione diurna;
  • la malattia può progredire fino alla cecità completa.

L’età di esordio nei cani affetti è spesso indicata tra i 3 e i 5 anni, ma può variare. Alcuni soggetti mostrano segni più precoci, altri più tardivi. Proprio perché la malattia può comparire quando il cane è già adulto, un controllo oculistico normale da cucciolo non basta a escludere problemi futuri.

Genetica della PRA-prcd

La PRA-prcd ha trasmissione autosomica recessiva. Un cane affetto eredita due copie mutate, una da ciascun genitore. I portatori hanno una sola copia della mutazione e generalmente non sviluppano la malattia, ma possono trasmetterla alla prole.

Il test genetico per PRA-prcd è uno strumento importante perché permette di identificare soggetti liberi, portatori e geneticamente affetti. Nella selezione, l’obiettivo principale è evitare accoppiamenti che possano produrre cuccioli affetti.

Cataratta ereditaria e gene HSF4

La cataratta è un’opacità del cristallino che riduce la trasparenza dell’occhio e può interferire con la vista. Nel Pastore Australiano è stata identificata una mutazione nel gene HSF4 associata a una forma di cataratta ereditaria, spesso descritta come cataratta subcapsulare posteriore.

Questa forma può comparire in soggetti giovani o adulti e può essere bilaterale. La presenza della mutazione HSF4 aumenta in modo significativo il rischio di sviluppare cataratta, ma non va interpretata come un destino automatico in tutti i soggetti.

Nel Pastore Australiano, infatti, la mutazione HSF4 si comporta come un fattore di rischio con penetranza incompleta. Questo significa che:

  • non tutti i cani che portano la mutazione svilupperanno una cataratta clinicamente rilevante;
  • la gravità e l’età di comparsa possono variare;
  • possono esistere cataratte non legate alla mutazione HSF4;
  • un cane clear per HSF4 può comunque sviluppare cataratta per altre cause genetiche, traumatiche, infiammatorie o legate all’età.

Per questo, anche nel caso della cataratta ereditaria, il test genetico non sostituisce la visita oculistica periodica. Il test aiuta a gestire il rischio genetico e gli accoppiamenti; la visita permette di vedere se il cristallino è effettivamente trasparente o se stanno comparendo opacità.

Nota su HSF4: parlare di “positivo” alla mutazione non significa automaticamente dire “cane cieco”. Significa che il cane ha un rischio aumentato e va valutato con prudenza, soprattutto in riproduzione. Allo stesso tempo, un risultato negativo non esclude ogni possibile cataratta.

Perché alcune patologie si vedono solo a certe età

Uno degli errori più comuni è pensare che un unico controllo, eseguito in un momento qualsiasi della vita del cane, possa escludere tutte le malattie oculari ereditarie. Non è così, perché alcune patologie sono presenti dalla nascita ma possono diventare meno evidenti con la crescita, mentre altre compaiono solo più tardi.

Patologie congenite che possono essere mascherate

CEA e colobomi sono condizioni congenite. Questo significa che l’anomalia è presente fin dallo sviluppo del cucciolo. Tuttavia alcune lesioni, in particolare l’ipoplasia coroideale della CEA, sono più visibili nelle prime settimane di vita. Con l’aumentare della pigmentazione, possono diventare più difficili da riconoscere.

Per questo il controllo precoce dei cuccioli ha un valore specifico. Non è un semplice “controllo in più”, ma un esame eseguito in una finestra temporale in cui alcune lesioni sono più facilmente rilevabili.

Patologie degenerative tardive

PRA-prcd, cataratte ereditarie, alcune forme di glaucoma e altre malattie oculari possono invece comparire in adolescenza, in età adulta o persino più avanti. Il cucciolo può risultare perfettamente normale nelle prime visite, ma sviluppare segni clinici anni dopo.

Per questa ragione, nei riproduttori, gli esami oculistici dovrebbero essere ripetuti periodicamente, spesso su base annuale, durante tutta la carriera riproduttiva. Il controllo iniziale è importante, ma non basta per malattie a esordio tardivo.

Che cosa chiedere all’allevatore

Per chi sta cercando un cucciolo di Pastore Australiano, questo è il punto più pratico. Non basta chiedere se “i genitori sono testati”. Occorre vedere documenti chiari, aggiornati e riferiti ai cani corretti.

Certificati dei genitori

Per ciascun genitore sarebbe opportuno chiedere un certificato ECVO aggiornato, con nome del cane, microchip, data della visita e indicazione delle eventuali patologie riscontrate. Idealmente, per un riproduttore, il certificato dovrebbe essere recente, spesso rilasciato entro i 12 mesi precedenti la monta.

È utile verificare che siano disponibili anche i referti dei principali test genetici oculari, almeno per:

  • CEA, quando previsto per la linea o la razza;
  • PRA-prcd;
  • cataratta ereditaria HSF4.

Nei referti dovrebbero essere leggibili laboratorio, nome del cane, numero di microchip, mutazione analizzata e risultato. Un documento generico, senza identificazione chiara del soggetto, ha un valore molto più debole.

Clear by parentage

In alcuni casi un cane può essere indicato come “clear by parentage”, cioè libero per discendenza, perché entrambi i genitori sono stati testati clear per una determinata mutazione. Questa indicazione può essere accettabile se la documentazione è solida, tracciabile e recente.

Tuttavia non dovrebbe trasformarsi in una catena infinita di dichiarazioni mai verificate. Dopo alcune generazioni, oppure quando la documentazione non è completa, è prudente ripetere il test sul soggetto destinato alla riproduzione.

Visita oculistica dei cuccioli

Per cucciolate appartenenti a linee a rischio CEA, come può accadere nell’Australian Shepherd, è utile chiedere se i cuccioli sono stati sottoposti a visita oculistica tra 6 e 8 settimane. Il certificato del cucciolo dovrebbe riportare microchip, data della visita ed eventuali note dell’oculista.

Un allevatore serio non dovrebbe infastidirsi per queste domande. Anzi, spesso è il primo a mostrare con chiarezza certificati, referti e controlli effettuati, perché sa che la trasparenza sanitaria è parte del lavoro di selezione.

Domande sulla linea di sangue

Oltre ai singoli documenti, è utile chiedere se nella genealogia sono comparsi problemi oculari, non solo nei genitori ma anche in fratelli, mezzi fratelli, nonni e collaterali.

Le domande più utili riguardano:

  • casi di PRA;
  • cataratte giovanili o bilaterali;
  • CEA o colobomi;
  • distacchi di retina;
  • glaucoma;
  • soggetti esclusi dalla riproduzione per problemi oculari;
  • modalità con cui vengono gestiti portatori e accoppiamenti a rischio.

La risposta dell’allevatore è spesso più importante della presenza di un problema nella linea. Nessuna linea è magicamente perfetta. La differenza la fa il modo in cui il rischio viene conosciuto, documentato, comunicato e gestito.

Come dovrebbe ragionare un allevatore responsabile

Un approccio moderno alla salute oculare del Pastore Australiano non dovrebbe demonizzare automaticamente i portatori, ma nemmeno banalizzarli. Nelle malattie recessive, un portatore può essere usato in modo responsabile con un soggetto clear, evitando la nascita di cuccioli affetti. Escludere indiscriminatamente tutti i portatori può ridurre inutilmente il pool genetico, soprattutto quando la mutazione è gestibile con accoppiamenti corretti.

Allo stesso tempo, non è accettabile ignorare i dati genetici o usare soggetti a rischio senza un piano chiaro. La selezione responsabile richiede documenti, conoscenza delle linee e controlli ripetuti.

In pratica, un allevatore dovrebbe:

  • eseguire test genetici mirati per le principali mutazioni oculari rilevanti nella razza;
  • evitare accoppiamenti che possano produrre cuccioli affetti;
  • usare eventuali portatori solo con soggetti geneticamente compatibili;
  • eseguire visite ECVO sui riproduttori in modo periodico;
  • controllare i cuccioli nel periodo utile per CEA e colobomi, quando indicato;
  • aggiornare i protocolli quando emergono nuove mutazioni o nuove raccomandazioni;
  • comunicare i risultati ai proprietari in modo chiaro e documentato.

Cosa deve sapere il proprietario

Per il proprietario di un Aussie, il punto non è diventare genetista o oculista veterinario. Il punto è capire quali documenti chiedere, perché certe visite vanno fatte in momenti precisi e perché un certificato non è una garanzia assoluta, ma uno strumento di riduzione del rischio.

Quando si valuta un cucciolo o un riproduttore, i punti chiave sono:

  • non accontentarsi della frase generica “ha fatto i test agli occhi”;
  • chiedere quali test genetici sono stati eseguiti e per quali mutazioni;
  • chiedere il certificato ECVO aggiornato dei genitori;
  • verificare nomi, microchip e date sui documenti;
  • chiedere se i cuccioli sono stati controllati tra 6 e 8 settimane quando la linea è a rischio CEA;
  • ricordare che le malattie tardive richiedono controlli periodici anche in età adulta;
  • valutare la trasparenza dell’allevatore, non solo il singolo risultato.

Prendi e porta con te: nella salute oculare dell’Australian Shepherd non esiste un unico “test agli occhi” capace di dire tutto. I test genetici servono a conoscere il rischio per mutazioni specifiche; la visita ECVO serve a valutare l’occhio reale; il controllo precoce dei cuccioli è importante per CEA e colobomi; i controlli periodici degli adulti sono essenziali per patologie tardive come PRA e cataratte. La vera differenza la fa la coerenza con cui allevatore e proprietario usano questi strumenti nel tempo.

Domande frequenti

Un cane clear ai test genetici ha sicuramente occhi sani?

No. Un cane clear per una mutazione specifica non porta quella mutazione, ma può comunque sviluppare altre patologie oculari non coperte dal test. Per questo la visita oculistica resta necessaria.

La visita ECVO sostituisce i test genetici?

No. La visita ECVO valuta lo stato dell’occhio in quel momento, ma non dice se il cane è portatore di una mutazione recessiva che potrebbe trasmettere ai figli. Per la selezione servono anche i test genetici.

Perché visitare i cuccioli così presto?

Perché alcune lesioni compatibili con CEA, in particolare l’ipoplasia coroideale, sono più visibili tra 6 e 8 settimane. Più avanti, la pigmentazione può renderle meno evidenti.

Un portatore deve essere escluso dalla riproduzione?

Non necessariamente. Nelle malattie recessive, un portatore può essere usato responsabilmente con un soggetto clear, evitando cuccioli affetti. La decisione va presa considerando il cane nel suo insieme, la linea e il piano di selezione.

HSF4 positivo significa cataratta certa?

No. Nell’Aussie la mutazione HSF4 aumenta il rischio di cataratta, ma ha penetranza incompleta. Non tutti i soggetti positivi sviluppano una cataratta clinicamente rilevante. Tuttavia è un dato da gestire con prudenza, soprattutto in riproduzione.

Un certificato ECVO vecchio è ancora utile?

Può essere utile come informazione storica, ma nei riproduttori è preferibile avere certificati aggiornati. Alcune patologie oculari compaiono nel tempo, quindi un controllo di anni prima non basta a descrivere la situazione attuale.

Fonti scientifiche e riferimenti

  • Mellersh CS. The genetics of eye disorders in the dog. Canine Genetics and Epidemiology, 2014.
  • Mellersh CS et al. Identification of mutations in HSF4 in dogs of three different breeds with hereditary cataracts. Veterinary Ophthalmology, 2006.
  • Mellersh CS et al. Mutation in HSF4 is associated with hereditary cataract in the Australian Shepherd. Veterinary Ophthalmology, 2009.
  • Dostál J et al. Simplified PCR analysis of a mutation in the NHEJ1 gene causing Collie Eye Anomaly in some dog breeds. Czech Journal of Animal Science, 2010.
  • Marelli SP et al. Genotypic and allelic frequency of a mutation in the NHEJ1 gene associated with Collie Eye Anomaly in selected dog breeds from the Italian population. Veterinary Record Open, 2022.
  • De Iorio MG et al. Genotypic and Allelic Frequencies of Hereditary Cataract in Australian Shepherds and Miniature American Shepherds in Italy. Animals, 2025.
  • ECVO – European College of Veterinary Ophthalmologists. Guidelines for clinical procedures and classification of presumed hereditary eye diseases. 2024.
  • ECVO Manual – Breeds. Sezione dedicata ad Australian Shepherd, Miniature American Shepherd e Toy Australian Shepherd, 2021.
  • BVA – British Veterinary Association. Hereditary eye disease in dogs: an owner’s guide.
  • UC Davis Veterinary Genetics Laboratory. Schede sui test genetici per Collie Eye Anomaly, cataratta ereditaria HSF4 e PRA-prcd.
  • Laboklin / Labogen. Schede tecniche su CEA, PRA-prcd e cataratta ereditaria HSF4 nelle razze da pastore.
  • Australian Shepherd Health & Genetics Institute. Materiali divulgativi su esami oculari, PRA-prcd e gene HSF4 nell’Australian Shepherd.