È una di quelle domande che nei gruppi dedicati al Pastore Australiano tornano con una certa regolarità: «Che misura deve avere il kennel per un Aussie?». Qualcuno ne cerca uno da tenere in casa, qualcun altro vorrebbe utilizzarlo anche in automobile e spesso la discussione finisce ancora prima di parlare di centimetri, perché basta nominare il kennel per ritrovarsi davanti a due posizioni quasi opposte. C’è chi lo considera una gabbia, quindi qualcosa che non dovrebbe avere posto nella vita di un cane, e chi invece lo ritiene praticamente indispensabile, attribuendogli a volte qualità che un semplice contenitore, da solo, non può avere.
Forse il primo problema nasce proprio dal fatto che chiamiamo kennel oggetti utilizzati per scopi molto diversi.
Un kennel che rimane in casa come possibile luogo di riposo e un box destinato al trasporto nel vano bagagli di un’automobile possono anche assomigliarsi, ma rispondono a esigenze differenti. Di conseguenza cambia anche il modo in cui dovrebbero essere scelte le dimensioni.
In casa la prima misura da prendere non è quella del kennel, ma quella del cane.
La RSPCA indica un criterio piuttosto semplice: il cane deve poter stare in piedi normalmente, girarsi, sdraiarsi e distendersi. Non dovrebbe quindi essere costretto ad abbassare la testa quando è in piedi né avere difficoltà a cambiare posizione. Per un cucciolo si può scegliere un kennel che tenga conto della crescita, adattandone eventualmente lo spazio durante i primi mesi.
Già questo rende poco sensata una delle risposte che si leggono più spesso: «Per un Aussie prendi un 90», oppure «per un maschio serve il 105».
Un Pastore Australiano non esce da uno stampo. Anche tra soggetti perfettamente nello standard possono cambiare altezza, lunghezza del tronco, struttura e peso, per cui due Aussie adulti dello stesso sesso non hanno necessariamente bisogno dello stesso spazio. La misura commerciale indicata dal produttore può essere un riferimento utile, ma difficilmente può sostituire le misure del cane che dovrà effettivamente utilizzare quel kennel.
C’è poi la questione che, nei gruppi, tende a prendere rapidamente il sopravvento su tutte le altre: «Il kennel è una gabbia?».
Dipende molto più dall’uso che ne facciamo che dalla presenza di quattro pareti e di una porta. La RSPCA contempla il kennel anche come uno spazio aperto nel quale alcuni cani possono scegliere di riposare e sentirsi tranquilli, ma precisa che non deve essere utilizzato come punizione o semplicemente per impedire comportamenti indesiderati. L’abituazione dovrebbe essere graduale e associata a qualcosa di piacevole per il cane.
Per questo trovo riduttivo sia definirlo automaticamente una prigione, sia sostenere che ogni cane dovrebbe avere il proprio kennel perché sarebbe, per natura, la sua «tana». Un cane può imparare ad apprezzare quello spazio, può considerarlo del tutto neutro oppure può viverlo male; molto dipenderà da come gli è stato presentato e da come viene utilizzato nella vita quotidiana.
Quando però dal salotto passiamo all’automobile, la questione cambia parecchio.
In auto non stiamo più scegliendo soltanto uno spazio nel quale l’Aussie possa sistemarsi comodamente. Il box diventa parte del sistema con cui cerchiamo di limitare gli spostamenti del cane durante una frenata, una manovra improvvisa e, nei limiti consentiti dalla struttura, anche durante un incidente. A quel punto contano la robustezza, la costruzione, la posizione nel veicolo e soprattutto il modo in cui il box viene fissato.
Anche il criterio con cui valutiamo le dimensioni non può essere esattamente lo stesso.
La RSPCA raccomanda che durante il trasporto il cane abbia spazio sufficiente per sedersi e stare in piedi a piena altezza, girarsi facilmente e sdraiarsi in una posizione naturale. Fa però anche una precisazione interessante a proposito dei cuccioli: il kennel acquistato pensando già alle dimensioni del futuro adulto può andare bene in casa, ma non dovrebbe essere utilizzato per il trasporto quando il cane è ancora molto più piccolo, perché uno spazio maggiormente proporzionato alle sue dimensioni offre un contenimento migliore.
L’ADAC affronta il problema da un punto di vista ancora più legato alla sicurezza automobilistica e insiste sul corretto rapporto tra le dimensioni del cane e quelle del box. Sceglierlo molto grande pensando di offrire più libertà di movimento può sembrare una buona idea, ma durante una frenata violenta o un impatto quello spazio consente al corpo del cane di muoversi maggiormente all’interno della struttura, aumentando la possibilità che venga sbalzato contro le pareti.
Non significa, naturalmente, che il cane debba viaggiare compresso dentro uno spazio appena sufficiente a contenerlo. Significa semplicemente che, in automobile, un box correttamente dimensionato deve trovare un equilibrio tra la possibilità di assumere una posizione naturale e la necessità di non lasciare uno spazio inutilmente grande intorno al cane.
È anche il motivo per cui alla domanda «Vorrei comprarne uno solo, da usare in casa e in macchina: che misura prendo?» non risponderei indicando immediatamente un modello.
Può capitare che lo stesso kennel soddisfi entrambe le esigenze, ma non è qualcosa che darei per scontato. In casa cerchiamo soprattutto uno spazio confortevole nel quale il cane possa riposare; in automobile dobbiamo aggiungere requisiti che riguardano il contenimento, la struttura e il fissaggio. Non sono esigenze necessariamente incompatibili, ma neppure identiche.
A questo si aggiunge un problema molto più terra terra: il box deve entrare nella macchina.
Quando si cerca un modello da collocare nel bagagliaio, le misure del cane rappresentano solo metà del lavoro. Bisogna conoscere anche larghezza e profondità realmente disponibili, altezza del vano, forma e dimensioni dell’apertura del portellone, inclinazione degli schienali ed eventuali ingombri interni. Affidarsi soltanto ai litri dichiarati dal costruttore dell’automobile serve a poco: un box può avere un volume compatibile con quello del bagagliaio e non riuscire materialmente a passare dal portellone.
Prima dell’acquisto controllerei anche un particolare al quale spesso si pensa soltanto dopo: come verrà fissato.
L’ADAC considera i box collocati nel vano bagagli una buona soluzione per il trasporto del cane, ma insiste sulla necessità di una sistemazione stabile e di un corretto ancoraggio. Per i box che lo richiedono raccomanda il fissaggio mediante cinghie ai punti di ancoraggio del veicolo; una struttura semplicemente appoggiata nel bagagliaio può infatti muoversi violentemente già durante una brusca manovra di emergenza.
Ed è proprio parlando di sicurezza che secondo me bisogna evitare un altro automatismo piuttosto diffuso: «Il cane è nel kennel, quindi in caso di incidente è protetto». Non è necessariamente così.
Il Center for Pet Safety, organizzazione statunitense indipendente che sottopone a crash test diversi sistemi destinati al trasporto degli animali, ha mostrato differenze enormi tra prodotti che, a prima vista, potremmo chiamare tutti semplicemente kennel o box.
Nei test effettuati nel 2015 una comune struttura in filo metallico si deformò pesantemente durante l’impatto. Anche in una seconda prova, nella quale era stato predisposto un sistema di rinforzo con cinghie più resistenti, il manichino colpì la struttura, questa cedette e il corpo arrivò contro lo schienale utilizzato nel test. Il Center for Pet Safety concluse che quel genere di kennel in filo metallico dovesse essere considerato principalmente un sistema utile a limitare le distrazioni durante la guida, non una protezione significativa in caso di incidente.
Gli stessi test, però, impediscono anche di arrivare alla conclusione opposta e sostenere che nessun kennel possa offrire protezione. Alcuni prodotti provarono a trattenere correttamente il manichino e conservarono una buona integrità strutturale, mentre altri presentarono cedimenti degli ancoraggi, delle porte o della struttura stessa. Il Center for Pet Safety mantiene ancora oggi un programma di certificazione per i prodotti che soddisfano i suoi requisiti di prova.
Questo, a mio avviso, è il punto più importante quando si parla di sicurezza: non possiamo giudicare un box semplicemente perché è di metallo, di plastica o perché il produttore lo definisce «da auto». Bisogna capire come è costruito, come deve essere installato e, quando disponibili, verificare l’esistenza di prove serie sul suo comportamento durante un impatto.
Anche l’ADAC rileva differenze tra le varie soluzioni. Nei suoi test i box in plastica correttamente sistemati offrono già un certo livello di sicurezza, pur risultando inferiori alle soluzioni metalliche considerate nelle prove in caso di collisione. Questo non significa però che qualsiasi struttura metallica sia automaticamente sicura: basta confrontare questi risultati con quelli del Center for Pet Safety sui comuni kennel in filo metallico per capire quanto sarebbe semplicistico ragionare soltanto sul materiale.
Alla fine, quindi, la domanda «Che misura di kennel serve per un Pastore Australiano?» non può avere una risposta espressa con un unico numero.
Se deve essere utilizzato in casa, bisogna partire dalle dimensioni dell’Aussie e scegliere uno spazio nel quale possa stare in piedi, girarsi e assumere comodamente le normali posture di riposo. Se deve viaggiare in automobile, alle misure del cane dobbiamo aggiungere quelle del vano bagagli, controllare che il box possa essere installato realmente e verificare come verrà fissato. Uno spazio inutilmente grande non è necessariamente un vantaggio, così come un box robusto soltanto all’apparenza non diventa un sistema di sicurezza perché è stato messo nel bagagliaio.
Se vogliamo utilizzare lo stesso kennel sia in casa sia in automobile, nulla vieta di farlo, purché ci rendiamo conto che stiamo cercando di far coincidere due esigenze diverse e controlliamo che la soluzione scelta funzioni davvero in entrambi i contesti.
È una risposta meno comoda del classico «per un Aussie prendi il 90», ma evita di scegliere un kennel sulla base della razza scritta sul pedigree per poi scoprire che il cane non ci sta bene, che il box non passa dal portellone oppure, cosa ancora peggiore, che una volta sistemato nel bagagliaio non abbiamo un modo serio per fissarlo.
Il kennel, insomma, non diventa una prigione perché ha una porta e non diventa un dispositivo di sicurezza semplicemente perché lo mettiamo in automobile.
Prima ancora di chiederci quanto debba essere grande, conviene capire che cosa vogliamo che faccia.
Fonti consultate
RSPCA – indicazioni sull’utilizzo del kennel, sulle dimensioni e sul trasporto del cane.
ADAC – prove e indicazioni sui sistemi di trasporto dei cani in automobile.
ADAC Nordrhein – indicazioni per il trasporto sicuro degli animali in auto.
Center for Pet Safety – 2015 Crate Study Results e programma di certificazione dei sistemi di trasporto.